delfino104

 8libro02
info adesioni
prenota banner



V. Anfiteatro, 4
74100 TARANTO
099/4587111
www.provincia.ta.it

 

PROVINCIA DI TARANTO

ITINERARIO AMBIENTALE

Il territorio é attraversato da un litorale con singolari mutazioni di paesaggio, dalle spiagge di sabbia dorata alle rocce divorate dal mare, per ben 140 km di costa. Una dolce e ordinata pianura, pennellata dall'instancabile opera dell'uomo di coltivazioni cromaticamente assortite. Colline non molto elevate e punteggiate di antichi insediamenti rupestri. Grotte carsiche, pinete e boschi rigogliosi, oasi faunistiche. Questa è l'incomparabile cornice geografica in cui la storia ha disegnato con magnificenza palazzi, chiese, piazze e castelli.

Il mare identifica questa terra più di ogni altro tesoro ambientale. Daltronde siamo figli di Taras. Chi ci è nato ne ha ì colori, i suoni ed i profumi stampati nella mente, e li porta con sé ovunque vada. È la dolce ossessione della gente del sud, che non riesce a stargli lontano troppo a lungo, o di chi, turista per caso o per scelta, sia rimasto vittima dell'incantesimo della sua storia e dell'arte della musica popolare e dei colori che conraddistinguono questa Provincia con le sue unicità sotto vari aspetti. Benché l'assalto alle coste non l'abbia risparmiato, il litorale tarantino offre ancora scorci d'ampio respiro su uno Ionio purissimo e, per lunghi tratti, insolitamente deserto. Soprattutto il versante occidentale, alle frequentate strutture balneari, agli alberghi ed ai campeggi di Lido Azzurro, Chiatona, Riva dei Tessali (sede anche di un rinomato campo da golf), Ginosa Marina e Castellaneta Marina, alterna lunghi tratti di basse spiagge solitarie, alle cui spalle le essenze della macchia mediterranea anticipano lussureggianti pini d'Aleppo. La pineta profumata di sentori resinosi nasconde zone umide popolate da una ricca avifauna e da rare specie vegetali. Tra queste la più vasta è il lago Salinella, paradiso del birdwatching nei canneti alle foci del fiume Bradano a sud-ovest e del torrente Galaso a nord-est. Tutt'altro lo scenario in cui ci si imbatte sulla costa orientale. Brulla di scogli scolpiti ad arte dal mare con pazienza secolare, vi si aprono preziose insenature sabbiose. Baluardi simbolo della natura selvatica del Mediterraneo, le pareti di roccia, che abbracciano piccole e grandi baie cristalline, risuonano ancora di sbarchi lontani nel tempo. Non sono rari gli incontri improvvisi ed enigmatici con i resti di remote civiltà, che permettono alla fantasia di inseguire ancora l'antico incantesimo del mito. Tra le spiagge di Lido Bruno, Gandoli, Saturo, Porto Pirrone, Montedarena, Lido Silvana - organizzate in accoglienti strutture balneari e sportive, alberghi e campeggi; sono ampi i tratti bassi di scogliera, ospitali in piccole conche piatte, che affacciano su una piattaforma altrettanto rocciosa e coperta da pochi centimetri d'acqua e da un folto tappeto di alghe con proprietà benefiche. Poco oltre, nell'acqua incredibilmente chiara e subito profonda, anche senza maschera e pinne ci si può ìmmergere, ergere in un mondo incontaminato e per tanti aspetti ancora tutto da scoprire, come ormai raramente s'incontra nei fondali della Penisola. Popolato da decine di ricci, stelle marine e polpi, scorfani spinosi e agili donzelle, tra le sue rocce ricoperte di piante marine balenano prudenti saraghi, mormore e lutrini, mentre miriadi di piccole castagnole e corvine si spostano senza fretta al passaggio dell'uomo. È sorprendente la densità di fauna a così poca distanza dal litorale e su fondali profondi anche non più di quattro o cinque metri. Sembra, insomma, di vivere per l'occasione, un documentario sui Mari del sud, mentre, invece, è "solo" il caldo Ionio, colorato dalle vele dei windsurf e delle imbarcazioni da diporto. Più avanti, da Lizzano a Torricella, Maruggio ed Avetrana, la costa si distende più spesso in ampie spiagge protette da alte dune miste a rocce, tra il verde intenso della macchia mediterranea che mescola gli aromi di cappero, rosmarino e timo alla salsedine portata dal vento. Qui la natura prorompe ancora più selvaggia ed incorrotta, nel contrasto tra le mille sfumature del mare, visibile dalla Litoranea Salentina, e dell'entroterra pietroso. Già in primavera, grazie al clima sempre mite dell'arco ionico che la fa esplodere sgargiante molto prima che altrove, la luminosità abbagliante del Mezzogiorno carica ogni cosa delle tinte speciali che nessuna cartolina riuscirebbe mai a raccontare. Lo scoprirete solo vivendolo.

GASTRONOMIA

La gastronomia della provincia di Taranto è l'espressione più veritiera della salutare “dieta mediterranea” con gli alimenti semplici e genuini di un tempo come l'olio d'oliva, i cereali, i legumi, gli ortaggi, la frutta. I prodotti dei mastri casari hanno dato origine ad una vera e propria arte: caciocavalli, mozzarelle, pecorini, manteche, provoloni, scamorze e burrate arricchiscono le tradizionali tavolate locali. Tra i primi piatti predominano quelli che fanno riferimento al mare, molti dei quali preparati secondo le antiche tradizioni come le tielle (pietanze al forno), riso, patate e cozze, risotto ai frutti di mare, tubettini o cavatelli con le cozze, cozze gratinate (dette “aracanat”), spaghetti con le cozze, cozze ripiene, cozze aperte al tegame, cozze fritte.

Da non trascurare però il sapore inconfondibile della pasta fatta in casa come le orecchiette o le “chiangaredde” di farina di grano duro condite con sugo di pomodoro fresco e cacioricotta, o i mugnele (verdura) e ricott'asquante(ricotta piccante). Nei secondi ancora campeggia il mare con l'ottimo pesce come le orate, le triglie, gli scampi, i gamberoni e i piatti preparati con il polipo e i calamari. Gustose anche le ostriche taratine, le seppie ripiene e le insalate di mare. Non manca, soprattutto in provincia, la buona carne come le braciole (involtini di carne ripieni), fegatini e “gnumariedde” (misto di interiora avvolto in un sottile budello) l'agnello, il capretto e la salsiccia. Un posto di primo piano spetta agli insaccati, primo fra tutti il capocollo di Martina Franca.

Molto gustose sono, inoltre, la purea di fave con cicoria o catalogna, le melanzane ripiene o la parmigiana di melanzane e le verdure sempre presenti sulla tavola, come la cicoria, la catalogna o i fagiolini.

Ricchi di gusto sono i tradizionali dolci natalizi come le pettole, frittelle tonde o ovali di farina, cosparse di zucchero o miele; le “carteddate”, paste con uova e strutto tagliate a liste che friggendo si increspano, imbevuti di miele e cosparse di anisini colorati; e i “sannachiutele”, pezzettini di pasta a forma di gnocchi incavati, fritti con olio e imbevuti di miele e cosparsi di confettini colorati; e quelli pasquali come le “scarcedde cull'ove”, pane dolce in forma di borsa tonda con uova sode, e le pecorelle ricoperte con pasta di mandorle.

Naturalmente il pasto non può non essere accompagnato da un buon vino, che nella provincia di Taranto è una vera e propria vocazione, come il Primitivo di Manduria, il Negroamaro di Lizzano, il Bianco di Martina che, legati a precise aree di produzione, hanno conquistato la “denominazione di origine controllata”. A questi nomi si affiancano numerosi altri vini di pregevole qualità: tra gli altri, il Primitivo del Tarantino, l'Aulon di Pulsano, la Malvasia Bianca di Carosino.

ARTIGIANATO

La provincia di Taranto è una terra di antiche tradizioni artigiane. Grottaglie, celebre in Italia e nel mondo per la produzione di vasellame in terracotta, continua a far vivere questa antica tradizione, spesso tramandata di padre in figlio e nella quale si identifica. Da cinque secoli la cittadina è un centro di produzione di ceramiche artistiche e popolari. Ancora oggi la lavorazione avviene, in alcuni casi, con gli antichi “torni” mossi a pedale dai ceramisti; le mani restano indispensabili per modellare l’argilla che subisce una prima essiccazione all’aperto e poi viene cotta in forno ad una temperatura di 800°c. Nel suggestivo Quartiere delle Ceramiche, nel centro storico, esistono decine e decine di bottegucce all’interno delle quali gli artigiani lavorano esponendo quello che producono, tramandandosi, da secoli, i segreti dell’arte e della tecnica di cottura.

Da qualche anno anche a Laterza è ripresa l’attività dei figuli, che sembrava quasi estinta nonostante una tradizione che pare risalga all’età magnogreca.

Qui, dal Medio Evo in poi, si sviluppa la produzione della ceramica invetriata e della maiolica, che si differenzia dalle produzioni ceramiche più antiche per il bianco rivestimento stannifero ricoperto da una vernice lucida.

A Martina Franca la lavorazione del ferro battuto è sicuramente fra le attività artigianali che maggiormente hanno inciso sul profilo estetico del borgo antico. Volute e girali decorano le balaustre dei balconi che, quasi ad imitare l’arte del ricamo, decorano le facciate di ogni palazzo storico. Gli stessi violetti del borgo antico sono illuminati da lampioni in ferro battuto decorati da girali e foglie attorcigliate su se stesse. Dai laboratori uscivano ed escono inferriate verticali, a freccia, ad S, testate di letti, lampadari, applique, candelieri, lampioni, cancellate, balaustre, specchiere, tavoli e tavolini di ogni dimensione e forma. Il tempo passa, ma la tradizione del ferro battuto continua ad incantare grazie all’opera di artigiani che hanno saputo mediare fra l’originalità dell’arte del passato e le moderne tecniche di produzione.

La produzione di ovini per la lana, la coltura del lino, cotone e seta, la presenza di materie prime per filati pregiati, per realizzare coperte, lenzuola, tovaglie e asciugamani…sono i motivi per i quali ancora oggi a Martina Franca abili ricamatrici e merlettaie continuano a filare secondo la pregiata arte di un tempo.